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PHILIPPUS
DE BARBERIIS
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L'opera di Filippo De Barberis, teologo e inquisitore del S. Uffizio in Sicilia nella seconda metà del Quattrocento, si distingue come uno dei migliori prodotti della tipografia romana del Quattrocento per l'eleganza e raffinatezza della stampa. L'edizione è adorna di tredici silografie raffiguranti le Sibille e Proba, che rivelano la mano di un valente artista probabilmente di origine tedesca. a prima edizione illustrata di Tito Livio si deve al grande editore veneziano Lucantonio Giunta che ripropone un modello editoriale da lui già sperimentato con la Bibbia volgare tradotta dal Mallermi (1490): traduzione italiana, grande formato, impaginazione a due colonne, ricco apparato iconografico. L'opera è infatti corredata da tre grandi silografie, poste ciascuna all'inizio di ogni Deca, e da 420 vignette, in parte originali, in parte tratte dalla Bibbia. Alcune di queste vignette sono siglate dai monogrammi "F" e "b": due maestri riconducibili all'ambito veneto e lombardo della fine del Quattrocento e collegabili alla scuola del Bellini o del Mantegna.
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Discordantiae sanctorum doctorum Hieronymi et Augustini; Sybillarum et prophetarum de Christo vaticinia. [Roma, Georg Herolt e Sixtus Riessinger, 1482]. |
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