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| Un attimo di verità | |||
| Vernon Richards fotografo | |||
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Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa
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ottobre - 5 dicembre 2004 Mostra
a cura di Fiamma Chessa, Laura Gasparini e Info:
Visite guidate per le scuole su prenotazione: tel. 0522/ 439323 |
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Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa |
L'Archivio Famiglia Berneri - Aurelio Chessa
della Biblioteca Panizzi custodisce un ricco patrimonio librario e documentario
che abbraccia circa un secolo di storia: la storia, ricca di fatti memorabili
e di episodi ignoti, o perduti nella memoria, dell'anarchismo e del movimento
operaio. L'ampia documentazione relativa all'attività politica e pubblicistica di Camillo Berneri, uno dei principali protagonisti del movimento anarchico internazionale, consegnata dalla famiglia Berneri ad Aurelio Chessa, ha costituito il nucleo più significativo di un archivio-biblioteca che lo stesso Chessa ha poi curato ed arricchito con un impegno che divenne per lui ragione di vita. Oggi l'Archivio è diventato un punto di riferimento fondamentale per gli studiosi dell'anarchia e del movimento operaio, ai quali può offrire una biblioteca specializzata e fonti documentarie di straordinario interesse. L'Archivio ha sede a Reggio Emilia in via Tavolata 6. |
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Vernon Richards |
Nato a Londra nel
luglio 1915, attivo esponente del movimento anarchico londinese, Vero
Recchioni, successivamente anglicizzato in Vernon Richards, è introdotto
fin dalla prima infanzia nel movimento anarchico dal padre Emidio, esule
antifascista. E' a Parigi col padre, quando nel 1931 entra in contatto con la famiglia di un altro esule Camillo Berneri, uno dei principali teorici dell'anarchismo. Sempre a Parigi conosce sua figlia, Maria Luisa, che sarà attiva nel movimento anarchico e diverrà la compagna della sua vita. Dal 1936 al '39 Richards, che nel frattempo si è laureato in ingegneria, fonda e dirige "Spain and the world", giornale inglese che si batte per la Spagna repubblicana e che si occupa anche di una colonia di bambini, specie orfani, figli di militanti che operavano militarmente nelle zone di guerra, e "War commentary", che chiude nel 1945. Sia attraverso l'attività giornalistica che con l'azione politica Vernon svolge un'attiva propaganda contro la guerra. Nel 1945, accusato dalla polizia britannica di attività sediziosa, è condannato a vari mesi di carcere. Dopo la scarcerazione si dedica anche ad altre occupazioni, come quella di accompagnatore turistico e di fotografo. In quest'ultima attività raggiungerà un alto livello artistico. Nel 1946 ridà vita al periodico "Freedom", riprendendo il titolo della testata fondata da Kropotkin e fino al 1997 diventa il principale animatore del giornale e della casa editrice collegata, la "Freedom Press". |