MARIO AVATI
Lettere ad Anselmo

Biblioteca Panizzi
Reggio Emilia

Mario Avati. Busta di lettera inviata ad Anselmo Gualdi

Anteprima della mostra

18 settembre
13 novembre 2004
presso lo spazio espositivo della Biblioteca Panizzi
negli orari di apertura
della biblioteca

 

"Se ogni settimana, ormai da diciassette anni, spedisco ad Anselmo una busta illustrata, è per confermargli la mia amicizia e anche perché gli domando in questo modo di partecipare ad un'impresa avventurosa che, iniziata come un gioco, è divenuta con il tempo un'esperienza appassionante"
 
 
Mario Avati
 

Mario Avati è universalmente riconosciuto come il più grande incisore contemporaneo alla maniera nera, una tecnica incisoria con cui l'artista ha prodotto, a partire dal 1947, un migliaio di opere, per lo più a colori. Di questa vasta produzione, nel maggio del 2001, è giunto in dono alla Biblioteca Panizzi un significativo corpus di trecento incisioni realizzate tra il 1954 e il 2001, grazie alla generosità di due grandi amici reggiani dell'artista, Edda e Anselmo Gualdi, il cui rapporto con Avati si è consolidato negli anni sui registri della stima reciproca, dell'amicizia fraterna, dell'affinità elettiva. Arricchivano la raccolta, oltre a quindici disegni e a diversi libri figurati, anche le seicento buste disegnate che Avati da anni spedisce settimanalmente all'amico Anselmo e che costituiscono l'elemento più originale di questa collezione.
La Biblioteca Panizzi, che già nella primavera del 2002 ha dedicato una mostra alle opere della donazione di Edda e Anselmo Gualdi, intende oggi far riscoprire il fascino dei disegni e dei collages del magico mondo delle buste disegnate da Avati, nelle quali angeli, animali, violinisti, postini e omini volanti si contendono lo scherzo, il gioco e la poesia. L'artista scherza con le immagini e con le parole, all'insegna di una totale libertà e di una fantasia senza freni: "Queste buste - ha scritto a questo proposito Sandro Parmiggiani - sono davvero un campionario di tecniche e di suggestioni della storia dell'arte (da Vermeer a Goya, da Daumier a Chagall, da Delaunay a Braque, da Morandi a De Chirico, dai maestri giapponesi dell'Ottocento all'iconografia popolare di Halloween), sono un piacere dell'occhio, una sonda e uno stimolo per la mente, una consolazione dell'anima".
Dal gioco, tuttavia, nasce un'esperienza artistica unica nel suo genere, nella quale l'amicizia, la passione e l'intelligenza diventano gli ingredienti di un'avventura straordinaria.

"Le buste dell'incanto" di Vincenzo Consolo

Cataloghi a cura di Sandro Parmiggiani
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