La
pantofola di Cenerentola ovvero l'oggetto del desiderio
Realizzate con la tecnica fotografica, sono opere-immagini in cui
Buzzi "costruisce personalmente il soggetto-oggetto della fotografia,
ovvero concetto costruito come oggetto e comunicato attraverso l'uso
fotografico. Mele, lattine, oggetti d'uso quotidiano su cui interviene
con alterazioni e attese temporali.
Vero
non vero
Le opere, sviluppate con la tecnica fotografica ed il collage, riprendono
le immagini in bianco e nero di Vasco Ascolini, inserendovi immagini
insieme a nuove interpretazioni. Del gioco compositivo Buzzi si fa maestro,
così come lo è Ascolini del bianco e nero; dalle ombre il colore, dal
contrasto metafisico del bianco e nero ai cieli azzurri, ai prati fioriti,
ai voli d'uccelli. Non una contrapposizione o un contrasto, ma la volontà
di scoprire le tante, differenti, possibilità di lettura.
Viaggio
da Za al Po
Realizzate
con la tecnica fotografica e il collage riprendono direttamente la figura
di Cesare Zavattini. La presenza visiva di questa figura di intellettuale,
che si muove tra le spighe di grano in compagnia di uno spropositato
papavero o di una farfalla, rappresenta la figura dissacratoria di un
pensiero che riemerge, disambientato e collocato di nuovo, a districarsi
tra una natura che appare mostruosa e che invece è guardata solo più
da vicino. E' sempre come guardare oltre i propri spazi confinali, ricollocarsi
in altre ambientazioni, estraniarsene pure, e riemergere dal fondo di
un orizzonte per ribadire, ancora una volta, il proprio pensiero.
Intrusioni.
La rosa e i sensi di Ennemond-Alexander Petitot
Sono realizzate con la tecnica fotografica e il collage, elaborazioni
sulle stampe dalle incisioni di Benigno Bossi su disegni di E. A. Petitot
Suite de Vases e Mascarade a la Grecque conservate presso la Biblioteca
Palatina di Parma. Immagini metamorfosate che trovano nelle eleganti
incisioni un moto espressivo di rielaborazione: un incontro tra simili,
quello tra Buzzi e il Petitot, nel loro modo di espressione e di ricerca.
Un continuo colloquio che condivide la continua ricerca di un'eleganza
sospesa ed apparentemente accidentale; sapientemente cercata e costruita.
Ed anche la rosa non è innocente, come può e vuole apparire, ma rappresenta
un segno, un memento, per Buzzi e Petitot; è anche l'irruzione del tempo,
la misura della distanza che ci separa dalla solarità festosa ed aggraziata
di Petitot.
L'angolo
delle bambole
Le fotografie riprendono le immagini in bianco e nero di Cesare
Di Liborio, come era successo in precedenza con quelle di Vasco Ascolini.
L'"aggiunta" che Buzzi opera è solo nella bambola, sostanziale presenza
carica di simbolici aspetti: dall'infanzia, all'antropologia espressiva
di una condizione femminile che nello sguardo si configura netta, e
la bambola, cartina al tornasole che coglie l'attimo espressivo di una
storia, diventa personaggio catalizzatore, non estraneo, di una rilettura
che Buzzi compie incessantemente.
Il
senso della storia
Le opere sono realizzate con la tecnica della rielaborazione fotografica
in digitale e collage fotografico. Le immagini, che riprendono particolari
dalle fotografie in bianco e nero di Dino Pedriali, rappresentano il
serrato duetto tra l'aspro volto di Pier Paolo Pasolini (intellettuale
scomodo con il quale ancora oggi ci dobbiamo confrontare) e la "dolce"
rosa, che accentua, nel contrasto, la figura emblematica di Pasolini.
Tra il cromatismo e l'espressività dei volti, tra l'inserzione del fiore
e la percettività dell'immagine, la volontà di un'indagine ulteriore
sui temi del mutamento di senso che deborda persino dal mito e dall'ideologia,
una costruzione di senso della storia che ci fa riflettere sul passato
e sulla contemporaneità.