Il
libro può dunque essere considerato una forma vuota che il poeta, lo
scrittore riempie, di volta in volta, di senso, di immagini, di messaggi.
I miei libri sono scatole, la cui copertina è il coperchio. Chi li apre
vorrei rimanesse sorpreso e in seguito cominciasse a leggere, o meglio
a decifrare la molteplice quantità di relazioni, accumuli, memorie che
i vari elementi suggeriscono.
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mostra
dal 18 giugno al 14 settembre 2002
presso la Biblioteca Panizzi
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"I
libri d'artista come quelli che io faccio non hanno niente di concettuale,
di ready-made, o di programmatico, si formano secondo un processo
del tutto analogo a quello di ogni altro mio lavoro. Si tratta di
una crescita, dell'affermarsi di una fisionomia attraverso un continuo
aggiustamento.
Il libro è un contenitore, non per niente si parla dei suoi 'contenuti'.
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Qualcosa
di simile accade anche per le altre mie opere che non sono libri…
Non so mai quello che 'scriverò' nei miei libri o 'dipingerò'
sulle mie superfici: dipende dagli incidenti che accadono ai vari
elementi combinati tra loro. Lentamente ho imparato a riconoscere
i criteri del loro accordarsi, le qualità sottili della loro armonizzazione.
Ora so che un'opera è sempre un libro, ed è tanto più riuscita
quanto più è leggibile".
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