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Nel centenario della nascita di Antoine de Saint-Exupéry, avvenuta a Lione il 29 giugno 1900, la Biblioteca Panizzi ha organizzato in collaborazione con la Libreria del Teatro una mostra bibliografica dal titolo: "Il Piccolo Principe, Un libro senza frontiere. La Collezione di Nino Nasi" che è stata allestita nello spazio espositivo dell'atrio della Biblioteca e che rimarrà aperta fino al 10 dicembre 2000. La mostra, in cui sono esposte un centinaio di edizioni de "Il Piccolo Principe" scelte dalla collezione che il libraio concittadino Nino Nasi ha raccolto in anni di ricerche, si propone di offrire al pubblico della biblioteca e al mondo della scuola un ricco panorama della fortuna editoriale e dell'interesse del "Piccolo Principe" e nello stesso tempo di ricordare l'opera complessiva di Antoine de Saint Exupéry. La raccolta di Nasi, il cui catalogo è stato edito dalla Libreria del Teatro nel 1994, non si limita alle edizioni italiane e straniere del Piccolo Principe, ma si estende anche ad audiocassette, dischi, videocassette, CD-Rom, tesi di laurea e persino all'oggettisca: agende, quaderni, calendari, orologi, album, rubriche, magliette… La prima edizione de "Il Piccolo Principe" uscì, in francese e in inglese, a New York presso l'editore Reynal & Hitchcock ai primi di aprile del 1943. L'opera fu poi data alle stampe in Inghilterra nel 1944, nel 1945 in Francia e nel novembre del 1949 in Italia da Bompiani. Negli anni successivi è stata tradotta in tutte le lingue d'Europa, in molte lingue dell'Africa, dell'Asia e dell'Oceania e anche in diversi dialetti. Attualmente la si può leggere in 103 lingue, tra cui l'arabo, il croato, l'esperanto, il giapponese, il russo, lo spagnolo, il catalano, il portoghese…. E' probabilmente il libro francese più tradotto nel mondo e uno dei dieci libri francesi più letti di questo secolo. E' stato, per diversi anni, il libro più prestato della Sezione Ragazzi della Biblioteca Panizzi, ma, come tutti ben sanno, è un libro letto anche dai giovani e dagli adulti, un libro che ha suscitato l'interesse di molti e diversi autori, a cominciare da Orson Welles, passando per Hugo Pratt, per arrivare al conterraneo Tondelli, che del Piccolo Principe ha curato una riduzione teatrale. Antoine De Saint- Exupery è scomparso troppo presto, inabissandosi con il suo amato aereo nelle acque del Mediterraneo, per sapere che il suo "Piccolo Principe" avrebbe parlato a milioni di uomini, di donne, di bambini, che in apparenza non avevano niente in comune. Ma "dato che non si vede bene che con il cuore", è al di là di tutte le differenze visibili che il messaggio del bambino con i capelli d'oro avrebbe raggiunto i confini della terra…grazie ai traduttori. Se la lingua può essere una barriera, essa è anche contemporaneamente un vettore, una mano tesa: miracolo della traduzione, che permette al Piccolo Principe di parlare in 103 lingue a milioni di persone. Di come è nata la sua collezione ci parla direttamente Nino Nasi: "Molte persone mi hanno chiesto per quale motivo io abbia intrapreso questa raccolta. Tutte le volte è stato difficile dare una risposta chiara, al di là del fatto che trovo "Il Piccolo principe" un libro bellissimo, che nel tempo continua a rivelarsi estremamente ricco di stimoli, sia per la riflessione, sia per i sentimenti. In effetti la raccolta non è stata "intrapresa": mi rendo conto che si è praticamente iniziata da sola. Dopo qualche tempo che vendevo e raccomandavo con calore ai miei clienti il libro, mi ero procurato l'edizione originale, e l'avevo riposta vicino alle due-tre edizioni italiane uscite fino ad allora. Viaggiando in Spagna, poi, fui curioso di vedere come erano le edizioni del libro là realizzate, e me ne tornai a casa con una traduzione in spagnolo e una in catalano. Il gusto di scorrere il testo, a me così ben noto, in diverse lingue, mi spinse a chiedermi come sarebbe apparso il libro in altre lingue a me ignote. Così, ogniqualvolta amici e clienti mi parlavano dei loro imminenti viaggi, chiedevo loro di ricordarsi, nel caso si fermassero in qualche libreria, di controllare se c'era in vendita una traduzione de "Il Piccolo Principe". L'area di scaffale dedicata alle varie edizioni del libro cominciò a esibire titoli in inglese, tedesco, portoghese, russo, ma anche in danese, bulgaro, serbo-croato, giapponese, lituano, friulano, cinese… Ormai era diventato troppo divertente cercare di procurarmi nuove edizioni, ed è forse solo a quel punto che la collezione era diventata davvero tale, e io iniziavo a scrivere, a informarmi, a chiedere, a fare insomma quel che fa il classico collezionista. La collaborazione di tanti amici è stata quindi davvero fondamentale in questa raccolta. Una cosa curiosa è stato il costante e interessato entusiasmo con cui questa piccola incombenza è stata sempre accolta: come se l'essere lettori de "Il Piccolo Principe" e il ricordarsi del valore che nel libro hanno i viaggi, gli incontri, e l'amicizia rendesse del tutto ovvio il senso della richiesta".
Nino Nasi

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