Biblioteca Panizzi
Reggio Emilia

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Comune di
Reggio Emilia

Scoperto alla Biblioteca Panizzi un preziosissimo codice autografo
di Piero della Francesca
mostra
26 ottobre al 21 dicembre 1996
Tra i codici più preziosi conservati nelle antiche raccolte della Biblioteca Panizzi occupa senza dubbio un posto di assoluto rilievo il manoscritto quattrocentesco "De prospectiva pingendi" di Piero della Francesca, pervenuto alla Biblioteca stessa nel 1921 con l'acquisizione dell'archivio dello scienziato ed appassionato bibliofilo Giambattista Venturi (1746-1822).
Piero della Francesca:  De prospectiva pingendi Nel trattato, composto presumibilmente tra il 1472 e il 1475, Piero della Francesca propone una serie di problemi di riduzione prospettica, dai più semplici ai più complessi, in modo da introdurre gradatamente alle tecniche della prospettiva con esercizi pratici. Posto il quesito, si passa alla costruzione della prospettiva con disegni geometrici ed illustrazioni. L'opera è la più nota ed importante tra quelle composte dal grande artista che scrisse anche un "Libellus de quinque corporibus regolaribus" ed un "Trattato d'abaco".
Complessivamente si conoscono sette manoscritti quattro-cinquecenteschi che ci tramandano l'opera, sia nella versione in volgare che nella traduzione latina curata da Matteo di Pietro Anghiari e rivista dallo stesso Piero. Di questi solo tre sono riconosciuti come totalmente o parzialmente autografi: il codice conservato alla Biblioteca Palatina di Parma, quello dell'Ambrosiana di Milano e il codice reggiano, il quale, pur essendo stato segnalato dal Direttore della Biblioteca di Reggio, Bruno Fava, in un articolo apparso nel 1972, non è stato più studiato. La sua importanza storica ed il suo valore artistico emergeranno sicuramente a conclusione delle ricerche e degli studi che sta conducendo la commissione nazionale incaricata di curare l'edizione critica delle opere di Piero della Francesca.

Un'occasione di grande rilievo per valorizzare questo prezioso codice viene offerta dall'edizione 1996 del Festival internazionale "Di Nuovo Musica". La rassegna, che è dedicata alla musica contemporanea e si avvale della preziosa collaborazione del Festival Wien Modern, si aprirà sabato 26 ottobre al Teatro Valli con un concerto del Frankfurter Museumsorchester che eseguirà un programma comprendente, tra gli altri pezzi, l'esecuzione in prima nazionale de: "L'icône paradoxale. Hommage à Piero della Francesca" di Gérard Grisey.
Piero della Francesca. La Madonna del Parto Il brano, che utilizza, come ha dichiarato lo stesso compositore, materiali offerti appunto dal "De Prospectiva", intende essere un omaggio all'arte di Piero ed in particolare alla "Madonna del Parto".
Si è pertanto ritenuto opportuno cogliere questa straordinaria coincidenza per promuovere alcune iniziative che abbiano appunto nell'opera di Piero il loro punto di forza.
A questo proposito è stato predisposto a cura di Massimo Mussini il progetto di una mostra che viene realizzata con il contributo di Max Mara e che sarà inaugurata presso la Biblioteca Panizzi sabato 26 ottobre.
Partendo appunto dal prezioso manoscritto reggiano, l'esposizione mostrerà, attraverso gli antichi trattati posseduti dalla stessa Biblioteca, come l'arte e la tecnica della prospettiva si siano sviluppate nel corso dei secoli successivi. Le teorie prospettiche di Piero della Francesca verranno illustrate attraverso le pagine del "De prospectiva" e messe in relazione con i suoi capolavori e con quelle dei teorici dei secoli XV e XVI, da Luca Pacioli a Francesco di Giorgio Martini, da Dürer a Leon Battista Alberti, da Sebastiano Serlio a Jacopo Barozzi. L'evoluzione storica della tecnica prospettica sarà poi documentata dalle opere dei principali teorici dei secoli successivi, come ad esempio Pietro Accolti, Giulio Troili, Andrea Pozzo, Ferdinando Galli Bibiena, toccando varie discipline, come l'ottica, l'architettura, la scenografia.

In occasione dell'apertura della mostra verrà inoltre presentato il volume di Ingeborg Walter: "Piero della Francesca. La Madonna del Parto", recentemente pubblicato dall'editore Franco Cosimo Panini. Sarà l'autrice stessa ad illustrare questa rara "icona della maternità".

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