Comune di Reggio Emilia

Top Cow, ovvero il fumetto supereroistico fantasy














Introduzione
 

Ad inizio anni Novanta del secolo scorso le vendite dei fumetti supereroistici statunitensi pubblicati dalle due major (Marvel e Dc comics) raggiunsero livelli ancora oggi ineguagliati. Pur continuando a proporre i personaggi classici dei decenni precedenti, la produzione supereroistica tornò al centro dell’interesse di appassionati e collezionisti; e se la DC comics era stata rivitalizzata negli anni Ottanta dalla cosiddetta British invasion (ovvero dall’arrivo di innovati autori inglesi quali Alan Moore, Neil Gaiman, Grant Morrison e Peter Milligan), ora toccava alla Marvel comics beneficiare dell’attenzione degli appassionati per quei disegnatori dal segno grafico di forte impatto, ricco di un dinamismo e di una plasticità raramente così accattivanti. Autori quali Todd McFarlane, Rob Liefeld, Jim Lee o Marc Silvestri divennero delle vere e proprie star del fumetto, le cui opere apparivano immancabilmente ai primi posti delle classifiche di vendita (come ad esempio Spider-man, X-Force, New mutant). A fianco di questo ritorno di passione per i super-eroi proliferò la deleteria pratica commerciale delle variant cover, ovvero la pubblicazione di uno stesso albo con immagini di copertina diverse tra loro così da costringere il collezionista ad acquistare varie copie dello stesso fumetto. Il conseguente collezionismo provocò un forte aumento delle tirature ma portò ad una saturazione del mercato che in poco tempo decretò il rovinoso crollo delle vendite (da allora mai più risalite).

 

Finché durò il giocò non poteva che rallegrare i proprietari della Marvel, ma la nuova centralità assunta dall’autore a scapito del personaggio che gli era stato affidato non venne accettata dalla dirigenza della casa produttrice anche a causa di una crescente richiesta non solo di aumenti salariali ma anche di maggiore libertà creativa. Poiché il copyright dei personaggi era in possesso della casa editrice, il timore dei dirigenti era quello di un calo di importanza (e di vendibilità) del prodotto a favore del nome dell'autore. Questa contraddizione portò ad uno scontro tra i più importanti disegnatori e la direzione della Marvel che, citando le parole dell’allora presidente Terry Stewart, pensava che “ci sarà sempre qualcuno per raccogliere il cotone”.

Questa situazione di scontro sfociò nel febbraio 1992 nella nascita della Image, marchio editoriale all’interno del quale si raggrupparono gli studi creativi dei vari autori, formalmente indipendenti tra loro ma uniti a livello promozionale e distributivo. Quello gestito da Marc Silvestri fu battezzato Top Cow.

 

 

Inizialmente le proposte della nuova etichetta non si discostarono dal fumetto supereroistico con titoli quali Cyberforce o Codename: Strykeforce. E’ solo nel 1995 che Marc Silvestri e Michael Turner, con la creazione del personaggio (e la serie) Witchblade, fusero le tipiche tematiche del fumetto meanstream con le suggestioni fantasy di ispirazione religiosa. Il successo della serie (da cui vennero tratta anche dei telefilm) è da attribuire sia alla novità del contesto in cui si muovo in personaggi (una specie di lotta tra cielo e inferi senza però una banale divisione tra male e bene) sia agli scrittori e disegnatori chiamati a collaborare (tra cui Michael Choi e Chris Bachalo) che, liberi dalla censura del comics code, offrirono tavole ricche di violenza e di erotismo pruriginoso.

 

La Top cow decise di cavalcare il successo della nuova formula creando vari spin-off della serie quali The Darkness (di Garth Ennis, Marc Silvestri e David Whol) dove protagonista è l'agente sulla terra dell'inferno, Magdalena, Angelus e Artifacts. Altra serie fantasy di grande successo è Fathom (che si concentra su fantastici mondi acquatici) di Michael Turner, scomparso nel 2008 all'età di 37 anni. Ma le pubblicazioni della Top Cow iniziarono a differenziarsi, probabilmente a causa della ripetitività del modello iniziale. Così oltre a una riproposizione di un'idea già sfruttata al cinema con film quali Il villaggio dei dannati o Hallucination con la serie Rising stars , l'idea vincente di Silvestri fu quella di proporre serie virate all'horror affidandole ad autori di grande spessore quali Gary Frank per Kin e il bravissimo J. Micheal Straczynski (con i disegni sempre di Gary Frank) per l'originale Midnight nation. Di genere noir sono invece Wanted e Down del celebrato Warren Ellis mentre Hunter-Killer è un tipico prodotto distopico/complottista dai contorni più classici, scritto dal pluripremiato Mark Waid.

 




 




Le serie



Angelus













Artifacts













Darkness













Down













Fathom













Kin













Midnight Nation













Rising stars













Witchblade