Comune di Reggio Emilia

Le storie cantate

I fogli dei cantastorie conservati in Biblioteca
Dal 10/05 al 24/06 2008 nella saletta esposizioni della biblioteca.


Erede di un'antichissima tradizione che dai rapsodi greci e dai trovatori medievali è giunta fino ai giorni nostri, il cantastorie è una figura centrale nella cultura popolare. Nelle piazze, nei mercati, nelle sagre, i cantastorie andavano in giro a cantare le loro "storie" per paesi e città, formando il "treppo", che nel loro gergo significa radunare un gruppo di persone e creare uno spazio come palcoscenico.

Cronista, saltimbanco, poeta, musicista, clown, il cantastorie cantava "storie" drammatiche e commoventi, spesso attinte dalla cronaca o dall'attualità, che venivano illustrate nei "fatti", i fogli volanti che riproducevano il testo della "canzone" e le immagini degli episodi più salienti della storia.


Alcune tipografie, in particolare in Emilia Romagna e in Lombardia, si erano specializzate nella produzione dei materiali per i cantastorie, come i fogli volanti, i pianeti della fortuna, le "zirudelle", i canzonieri. Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, fra queste tipografie figurava con un ruolo particolarmente importante la "Reggiolese", fondata a Reggiolo da Adolfo Confetta nel 1930 e attiva fino ai primi anni '40. Confetta ebbe la felice intuizione di iniziare la stampa di fogli volanti di grandi dimensioni. Così lo ricordano i cantastorie: "E' stato quello che ha veramente capovolto il sistema di stampa: dai soliti foglietti piccoli ai fogli giganti, insomma un colpo d'occhio per il pubblico meraviglioso. E' quello che ha creato il Calendario Canzoniere".


Come ogni tipografia legata alle vicende dei cantastorie, la "Reggiolese" è stata un riferimento e un punto d'incontro dei cantori ambulanti di quegli anni: il reggiano Gaetano Cagliàri ("Gaetano Dareggio"), il forlivese Lorenzo De Antiquis (che a volte firmava i suoi testi "Ridolini"), il modenese Mario "Radames" Biolchini, il bolognese Marino Piazza, il pavese Agostino Callegari, il veneto Dario "Taiadela" Mantovani. Lo stesso Adolfo Confetta scriveva anche testi che illustrava con suoi disegni.

Un'interessante e preziosa documentazione di questa produzione popolare della "Reggiolese" è custodita tra i fondi di storia locale della Biblioteca Panizzi: si tratta di oltre 350 fogli volanti e canzonieri stampati tra il 1934 e il 1941, una selezione dei quali è ora esposta per la prima volta al pubblico in questa mostra.
 



da sinistra: Nadir Bernini, Abdon Zanoni e Dario Mantovani detto "Taiadela"




da sinistra: Mario Biolchini detto "Radames", Giulio Bolognesi (chitarra), Giuseppe Meandri (fisarmonica) e il cantore Giordano