Comune di Reggio Emilia

La Divina Commedia in una pagina (1888)

Tra le edizioni del poema dantesco possedute dalla Biblioteca Panizzi, alcune delle quali molto rare e preziose, è conservata un'edizione ottocentesca che si segnala per essere particolarmente curiosa.

In un unico foglio di 71 X 50 cm. è riprodotto, indistinguibile ad occhio nudo, tutto il testo della Divina Commedia ripartito in tre rettangoli, di 12 X 30 cm. ciascuno, contenenti le tre cantiche e contornato da un'artistica cornice architettonica con il ritratto di Dante Alighieri. Il titolo reca la dicitura: "Trascritto micro-calligrafico, a mano libera senza uso di lente, composto di 14.233 versi, c.a. 96.000 parole, c.a. 400.000 lettere", mentre nel lato inferiore sono riportate le note tipografiche: "G. Cossovel Edit. Gorizia (Austria)" e la data 1888.

L'edizione, la cui storia sfuma nella leggenda, avrebbe avuto origine da una tragedia familiare. Si narra infatti che nella seconda metà dell'Ottocento un tipografo goriziano di nome Cossovel subisse un forte trauma in seguito alla morte improvvisa del figlio, precipitato dalla soffitta in cui stava giocando per il cedimento del pavimento. "Il Cossovel rimase tanto colpito dalla sciagura - scrive Guido Manzini in un saggio apparso negli "Studi Goriziani" del 1963 - che, per un fenomeno stranissimo e raro, i suoi nervi ottici subirono una così forte e permanente dilatazione da permettergli di vedere ad occhio nudo e chiaramente anche le cose di ridottissime dimensioni e quindi senza alcun bisogno di lenti e di occhiali".

Il Cossovel pensò quindi di sfruttare questo singolare disturbo ottico per dedicare il tempo lasciato libero dal lavoro alla trascrizione dell'intera Divina Commedia su un unico foglio di pergamena, assecondando così quel gusto per la micrografia e per le edizioni microscopiche che all'epoca era particolarmente in voga tra i bibliofili. Concluso il paziente e lungo lavoro di trascrizione, volle riprodurre in facsimile, in un numero imprecisato di copie, la pergamena originale che malauguratamente non ci è pervenuta. L'esemplare della nostra biblioteca fu donato dal colonnello Leo Panizzi nel 1922.