Comune di Reggio Emilia

L’arte dell’incisione italiana dalle stampe della raccolta “Angelo Davoli”


4 - 26 marzo 1995
Sala esposizioni dell'antico Foro Boario
Mostra a cura di Zeno Davoli
Collaborazione alle schede di Chiara Panizzi


La presente mostra vuole essere un primo approccio ai materiali contenuti nella raccolta, con l'intento di rilevare le piste principali su cui si muovevano gli interessi dello studioso-collezionista che l'ha fondata e le varie possibilità di studio e di uso pratico delle stampe raccolte.

Angelo Davoli iniziò la sua raccolta di stampe e la condusse avanti fino a che la salute lo consentì fondamentalmente con uno scopo: trovare notizie sull'arte dell'incisione e sui suoi cultori per poter compiere con sufficiente fondamento uno studio generale sull'attività degli incisori italiani dalle origini agli inizi del secolo XX.
La sua ricerca purtroppo è rimasta incompiuta, ma ha lasciato dietro di sè, accanto ad una vasta documentazione manoscritta, una collezione di oltre 40.000 fogli che non deve assolutamente andare dispersa.

La sua raccolta, per quanto aperta a tutta la produzione europea dalle origini ai primi decenni del Novecento, è impostata soprattutto sugli incisori italiani, maggiori o minori che siano, e su questi può fornire indicazioni che mancano alle altre raccolte pubbliche.

Questa mostra dunque è stata impostata innanzitutto con l'intento di non tradire l'orientamento principale del Davoli: l’itinerario è prima storico che artistico, ponendo accanto ad opere che s'impongono unicamente per il loro valore d'arte, altri pezzi che hanno un grande valore documentario, o che sono significativi di fenomeni particolari, o che curiosamente ci sanno aprire uno spiraglio sul passato.
A questa varietà dei materiali, unita alla necessità di documentare con un numero relativamente basso di pezzi una produzione così vasta e complessa, si deve se il filo logico lungo il quale si svolge il percorso espositivo può apparire a volte non perfettamente lineare e unitario.

La mostra segue anche gli interessi del Davoli, privilegiando alcuni settori più di altri.
Il collezionismo del Davoli è iniziato come ricerca sull'arte locale (quadri, disegni, libri, stampe, documenti...) per cui la mostra comprende una sezione riservata all'incisione reggiana, nella doppia accezione di incisioni prodotte da artisti reggiani e di incisioni di interesse reggiano, anche se di artisti forestieri.

D'altra parte è opportuno rilevare che la mostra può anche assolvere ad una funzione didattica: la varietà dei materiali presenti è particolarmente adatta qualora si vogliano seguire i mille aspetti della storia concreta dell'incisione.
Contemporaneamente la mostra è indirizzata ai collezionisti e agli amatori in genere della grafica antica: non solo questo è un omaggio dovuto al Davoli, ma è la raccolta stessa che, per la sua composizione e la sua storia, può essere apprezzata appieno quando si unisce all'interesse scientifico la passione e il senso concreto del collezionista.