Comune di Reggio Emilia

Disegni

“come al solito
poco fa, qui
a venti centimetri circa sopra le righe, qui
dove c’era in aria il mio dito che segnava in aria
c’era una direzione che
si sbaglia a scrivere”.



La selezione di disegni che si propone in questa sezione attinge dalle carte dell'archivio di Corrado Costa conservato presso la Biblioteca Panizzi.
I fogli coi disegni rispondono a diverse tipologie stilistiche, dai calembours ai labirinti, dai giochi verbovisivi ai manichini, e si presentano a volte sciolti, realizzati su post-it o su cartoncini e cartoline reimpiegati, a volte già raggruppati in serie, come ad esempio quelli che riempiono interi blocchi da disegno. La loro realizzazione risponde a scopi diversi: in certi casi la pubblicazione, in altri il capriccio della scrittura automatica oppure il bisogno di cambiare linguaggio rispetto alla scrittura poetica.
Il lavoro di analisi e di riorganizzazione di questo materiale, di stesura dei testi, così come le scelte iconografiche esemplificative, sono a cura del dott. Mario Bertoni, che già nel 2012 collaborò con la Biblioteca Panizzi alla mostra e al catalogo “Il titolo lo mettiamo dopo”, dedicati ai libri d'artista di Costa.


Che cosa c’è soprattutto visto che “indicano direzioni fuori dal complemento di luogo” questo essere qui può essere lì o là o anche solo un po’ più in là. In tutti i modi (ma quali) l’essere qui non è essere qui dietro non perché non sia probabile ma perché è troppo probabile che lui sia qui dietro ragione per cui ce lo stiamo tenendo qui buono buono facendo finta lui di non esserci e noi di non saperlo. Essere dove? Bella domanda e bella ipotesi se la domanda precede la risposta e in certo modo la anticipa. L’intenzionalità dell’essere “essere dove” di un buffardello Corrado Costa quale lui era e gli piaceva essere chiamato così pone il problema della riconoscibilità del testo rispetto all’autore e dell’autore rispetto al testo ma soprattutto il complemento di luogo dentro o fuori poco importa dice l’inafferrabilità del testo rispetto al luogo rispetto all’autore rispetto al tempo e rispetto alle “loro posizioni”. È in questo senso che studiare o analizzare o leggere o contemplare l’archivio Costa ti immette in un luogo che è un tutto parcellizzato nel quale le storie letterarie e le vicende personali si intrecciano e si rincorrono obbligandoci a un interrogativo costante: “ma dove?”, come i disegni rispetto ai testi e quelli rispetto a… già rispetto a dove dove siamo in un fumetto in una lucubratio post cenam in appunti che senza interpunzioni appaiono un tutto composito appunto e spunti che sono dei flashback o dei feedback rispetto a un evento che non ha mai avuto luogo. Dove ogni foglio ogni frammento è un secondo rispetto agli anni impiegati per redigerli. Poi improvviso folgorante un luogo noto per modi e vicende che fa dire al lettore ma certo ma…, ma no non è proprio quello è qualcosa che gli somiglia adesso è spostato è sì proprio così
“come al solito
poco fa, qui
a venti centimetri circa sopra le righe, qui
dove c’era in aria il mio dito che segnava in aria
c’era una direzione che
si sbaglia a scrivere”.
Mario Bertoni, 21 aprile 2014