Comune di Reggio Emilia

Disegni

Che cosa c’è soprattutto visto che “indicano direzioni fuori dal complemento di luogo” questo essere qui può essere lì o là o anche solo un po’ più in là. In tutti i modi (ma quali) l’essere qui non è essere qui dietro non perché non sia probabile ma perché è troppo probabile che lui sia qui dietro ragione per cui ce lo stiamo tenendo qui buono buono facendo finta lui di non esserci e noi di non saperlo. Essere dove? Bella domanda e bella ipotesi se la domanda precede la risposta e in certo modo la anticipa. L’intenzionalità dell’essere “essere dove” di un buffardello Corrado Costa quale lui era e gli piaceva essere chiamato così pone il problema della riconoscibilità del testo rispetto all’autore e dell’autore rispetto al testo ma soprattutto il complemento di luogo dentro o fuori poco importa dice l’inafferrabilità del testo rispetto al luogo rispetto all’autore rispetto al tempo e rispetto alle “loro posizioni”. È in questo senso che studiare o analizzare o leggere o contemplare l’archivio Costa ti immette in un luogo che è un tutto parcellizzato nel quale le storie letterarie e le vicende personali si intrecciano e si rincorrono obbligandoci a un interrogativo costante: “ma dove?”, come i disegni rispetto ai testi e quelli rispetto a… già rispetto a dove dove siamo in un fumetto in una lucubratio post cenam in appunti che senza interpunzioni appaiono un tutto composito appunto e spunti che sono dei flashback o dei feedback rispetto a un evento che non ha mai avuto luogo. Dove ogni foglio ogni frammento è un secondo rispetto agli anni impiegati per redigerli. Poi improvviso folgorante un luogo noto per modi e vicende che fa dire al lettore ma certo ma…, ma no non è proprio quello è qualcosa che gli somiglia adesso è spostato è sì proprio così
“come al solito
poco fa, qui
a venti centimetri circa sopra le righe, qui
dove c’era in aria il mio dito che segnava in aria
c’era una direzione che
si sbaglia a scrivere”.
Mario Bertoni, 21 aprile 2014


 
La selezione di disegni che si propone in questa sezione attinge dalle carte dell'archivio di Corrado Costa conservato presso la Biblioteca Panizzi. I fogli coi disegni rispondevano a diverse tipologie stilistiche, dai calembours, ai labirinti, dai giochi verbovisivi, ai manichini, e si presentavano a volte sciolti, realizzati su post-it o su cartoncini e cartoline reimpiegati, a volte già raggruppati in serie, come ad esempio quelli che riempiono interi blocchi da disegno. La loro realizzazione rispondeva a scopi diversi, in certi casi la pubblicazione, in altri il capriccio della scrittura automatica, oppure il bisogno di cambiare linguaggio rispetto alla scrittura poetica. Il lavoro di analisi e di riorganizzazione di questo materiale, di stesura dei testi, così come le scelte iconografiche esemplificative, sono a cura del Dott. Mario Bertoni, che già nel 2012 collaborò con la Biblioteca Panizzi alla mostra e al catalogo “Il titolo lo mettiamo dopo”, dedicati ai libri d'artista di Costa.