Comune di Reggio Emilia

Corrado Costa e Fiorenzo Fauli


Fiorenzo Fauli, musicista di spicco del jazz in ambito reggiano a partire dal secondo dopoguerra, tra il 1961 e il 1962 musicò alcuni testi per canzoni scritti da Corrado Costa, che fu suo compagno di scuola e amico.
E' solo nello scorso 2014 che Fauli decide di registrare un CD, da distribuire agli amici, di cui disegna anche la copertina.
Una copia arriva anche alla Biblioteca Panizzi, che coglie l'occasione per pubblicare le cinque canzoni col testo a fianco e per ringraziare Fiorenzo Fauli di questa preziosa testimonianza. 


Conoscevo Corrado Costa fin dall'infanzia, come suo compagno di scuola alle elementari di via L. Nobili.
Abbiamo avuto percorsi diversi fin dopo la laurea, per rifrequentarci poi verso i primi anni '60 in occasione di piacevoli serate musicali alle quali con Corrado, estroso animatore, partecipavano personaggi come Loris Malaguzzi, Renzo Bonazzi ed altri.
Dopo il periodo musicale del “Crostolo River Trio” cantavo, accompagnato dalla mia chitarra, le canzoni di Gino Paoli, Marino Bareto, Bruno Martino ecc. Ricordo che Corrado rimase affascinato dalla canzone “Il cielo in una stanza” al punto da scrivere di getto le parole di “Sera d'autunno”.
“L'albero renitente”, “Il bimbo bravo”, “La donna assassinata” e “Il verme solitario” le aveva scritte in precedenza.
Rammento che quest'ultima fu cantata al Teatro Municipale dall'attrice Edmonda Aldini. Soltanto “L'albero renitente” faceva parte del mio repertorio di incontri con amici. I testi delle canzoni li musicai negli anni 1961-1962 e da allora sono rimaste dentro un cassetto di casa. Corrado, entusiasta come sempre, avrebbe voluto pubblicarle e per questo mi portò a Torino presso “Italia Canta”, noto centro culturale politicizzato, ma ciò non diede alcun risultato. Solo recentemente, sollecitato dal mio amico Gigi Sidoli, mi sono deciso a riesumarle realizzando così un CD ad ulteriore testimonianza di ciò che Corrado Costa ci ha lasciato.


Fiorenzo Fauli                    

Articolo di Corrado Corti apparso il
22 Gennaio 1961 sulla Gazzetta di Reggio