Comune di Reggio Emilia

Bibliotheca symbolica

     
 

I libri di emblemi e di imprese della Biblioteca Panizzi
sec. XVI - XVII

  a cura di Maurizio Festanti  
   
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Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento inizia ad affermarsi un fenomeno letterario ed editoriale destinato per due secoli ad influenzare in profondità la cultura, l’arte, il gusto estetico e più in generale il costume in tutta Europa: la letteratura emblematica. La “moda” dei libri di emblemi e di imprese nasce con lo straordinario successo dell’opera Emblemata di Andrea Alciato, pubblicata in prima edizione nel  1531.

Sarà infatti la fortuna dell’opera di Alciato a conferire al termine “emblema” l’accezione moderna di: “Figura simbolica, di solito accompagnata da un motto o da una dichiarazione in versi, o anche da un commento in prosa” e a codificarne la struttura che ne prevede una ripartizione in tre parti: il titolo costituito da un motto, una breve intestazione che enuncia il soggetto; l’immagine che lo visualizza; la poesia che lo descrive attraverso un componimento in versi. Da Alciato in poi è dunque in questo nesso inscindibile tra parola e immagine che si gioca la pratica dell’emblematica, destinata a diventare una vera e propria filosofia dell’espressione figurata, assumendo, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, una riconosciuta dignità artistica e sociale. 

Secondo la tradizione, le imprese sono invece di origine militare e sono motivate in particolare dalla necessità di distinguere i diversi reparti in battaglia. Importate in Italia dagli ufficiali francesi nel corso delle invasioni di fine Quattrocento, le imprese sono imitate negli ambienti cavallereschi e cortigiani e conoscono una straordinaria fortuna. Come suggerisce l’etimologia, per impresa si intende, per usare le parole di Mario Praz, “la rappresentazione simbolica d’un proposito, d’un desiderio, d’una linea di condotta – ciò che si vuole ’imprendere’, intraprendere – per mezzo di un motto e d’una figura che vicendevolmente s’interpretano”. A differenza dello stemma nobiliare, che generalmente fa riferimento ad un ambito familiare o dinastico, l’impresa mette simbolicamente in scena, attraverso un’immagine e un breve testo strettamente correlati, il progetto morale o il programma politico di un individuo.

I libri di emblemi e di imprese conoscono ben presto un’eccezionale fioritura in tutta Europa. Si moltiplicano le raccolte che in un primo tempo sono generiche, ma che poi tendono progressivamente a strutturarsi per temi, soprattutto di carattere politico, accademico, amoroso e religioso, finché nel Seicento si tenterà una riorganizzazione complessiva di tutta la materia in monumentali enciclopedie. 

Le linee portanti sulle quali si è storicamente sviluppata la letteratura emblematica si riflettono fedelmente nel patrimonio antico della Biblioteca Panizzi che ancora una volta si rivela di una ricchezza insospettata. La ricognizione che vi ha effettuato Maurizio Festanti ha infatti consentito di rintracciare e di commentare criticamente ben 113 esemplari di opere  emblematiche in edizioni cinque-seicentesche, quasi sempre sontuosamente illustrate.