Comune di Reggio Emilia

Autobibliografia


Corrado Costa, Autobibliografia
Atelier di Adriano Spatola, Sant’Ilario d’Enza, 1988
Durata: 5’16”
Pubblicato da Orazio Converso, Videor, Roma, nel 2014
 
Testo: 
 “Per ricostruire un po’ l’iter della mia poesia, segnalerei fra i libri assolutamente introvabili, che pur tuttavia sono sicuro che sono stati pubblicati anche se sono spariti assolutamente dal commercio (ed è probabile che non siano neanche stati distribuiti) sia per le disavventure degli editori e la disavventura totale di questo autore, segnalerei, come libri importanti, il Mignottauro, che conteneva poesie e disegni. Questo Mignottauro era dedicato a quel figlio di mignotta che è il Minotauro e conteneva altresì, assieme alle mie, poesie di Emilio Villa, creando una problematica molto strana, perché né io né Emilio Villa riuscivamo più a riconoscere quali fossero i testi di ciascuno di noi. 
E stampai anche una teoria delle ombre. La teoria delle ombre fu stampata a Macerata ed era la proiezione dell’ombra delle consonanti e delle vocali su un foglio bianco. Attraverso questa proiezione speravo che, proiettandosi le consonanti e le vocali, avrebbero composto delle parole. In effetti il libro risultò di estrema illeggibilità. Peraltro io posso anche sostenere che il libro era completamente leggibile, perché anche di questo libro non abbiamo più trovato traccia. Probabilmente è stato smarrito o è servito a strani regali di Natale a personaggi ignoti. 
Progettammo successivamente assieme a Giovanni Rubino (ne uscì un’edizione in pochissime copie) una Progettazione di preghiera per l’apparizione perenne. In quel momento, siamo nel 1973, avevo notato che in Italia e anche fuori d’Italia alcune Madonne avevano cominciato a piangere e altri Cristi a sanguinare e si cominciava, tra Piacenza e altre città del Nord, a vedere comparire la Madonna sopra degli alberi. Notai che le Madonne tendevano a comparire a vecchie signore, a pensionati e a bambini. Allora, pensando che le Madonne sono molte, progettai questa preghiera per far apparire le Madonne tra di loro e costruendo questo sistema per cui la Madonna di Pompei appariva alla Madonna di Fatima che a sua volta appariva a un’altra Madonna di… dove volete voi, adesso non ricordo esattamente. Poi ognuna tornava pian piano a ricomparire alle altre. Questa preghiera fu cominciata a stampare ma dovemmo fermarci perché moltiplicando continuamente per tre le apparizioni si raggiungevano dei numeri infiniti. 
Quindi feci nel Settantotto, assieme a Nanni Balestrini, un poema che lui non cita nella sua bibliografia: dev’essere anche questo introvabile. Questo poema, che si intitolava La piedra colectiva, fu scritto in spagnolo da noi due, che non sapevamo appunto lo spagnolo, con una tecnica di ripresa sulla quale abbiamo però dovuto mantenere il segreto. 
Su richiesta di un noto editore italiano, che me lo rifiutò immediatamente appena consegnato, feci un libro sui Film che per mia fortuna venne poi stampato in San Francisco. Anche questo libro ha avuto una strana sorte perché, invece di essere distribuito nelle librerie con la poesia, venne messo nella sezioni delle librerie dedicate al cinema. Non so ancora l’esito di questo libro e spero che abbia avuto il successo che si meritava e che io possa fare parte, come desidero da tempo, della categoria cinema e non della categoria poesia”