Comune di Reggio Emilia

Archivio di Carlo Lucci

Carlo Lucci (Firenze, 1911 - Moggio Udinese, 2000) si laurea nel 1935 alla Scuola Superiore di Architettura di Firenze e ottiene a Roma l’abilitazione alla professione. Dopo il servizio militare in Africa come Ingegnere Capo, torna in Italia nel 1937 e ottiene un incarico nello studio romano di Concezio Petrucci. Qui conosce e lavora con Adalberto Libera, Tufaroli, Paolini, Silenti e Luccichenti.
Nel 1940 entra in contatto con la ditta Fantoni di Gemona del Friuli, il cui proprietario diventerà da quel momento in avanti uno dei suoi principali committenti.
Dal 1943 al 1945 viene tenuto prigioniero in Ucraina e a Witzendorf. Dopo la liberazione si trasferisce a Reggio Emilia per realizzare la villa di Arcisate per l’ingegner Borri.
Nel 1947 progetta con successo un sistema di prefabbricazione applicato al quartiere sperimentale QT8 di Milano. In questa occasione conosce Piero Bottoni, Paolo Antonio Chessa e Vico Magistretti. Conosce inoltre a Milano Mario Asnago e Claudio Vender, considerati tra i più interessanti e raffinati interpreti della cultura razionalista in Italia, che influenzeranno profondamente il suo modo di concepire l’architettura, rendendolo sensibile ai temi tecnologici e strutturali. Nel 1963 ottiene l’incarico di addetto alle esercitazioni alla Cattedra di “Caratteri degli edifici” dell'Università di Firenze. Nel 1982 figura tra i fondatori dell’Ordine degli Architetti a Reggio Emilia
Nel 1986, terminata per raggiunti limiti di età la carriera di docente universitario, si dedica alle pubblicazioni su varie riviste. La sua ultima opera architettonica, la Chiesa di San Silvestro a Cella di Reggio Emilia, cominciata nel 1993, è il suo testamento spirituale.
L’archivio di Carlo Lucci, donato dei figli Franco, Bruno e Stefano alla Biblioteca Panizzi è costituito dal corpus dei progetti, dall’emeroteca, dalla biblioteca professionale e dalla fototeca.
La mostra tenutasi in biblioteca dal 15 settembre al 28 ottobre 2012 si è proposta di indagare, attraverso i materiali dell’archivio (disegni, progetti, fotografie, riviste e pubblicazioni), il legame tra l’architetto fiorentino e Reggio Emilia, illustrando cronologicamente l’intenso lavoro di ricerca, l’attività professionale e i numerosi interessi culturali di Carlo Lucci che hanno caratterizzato la sua produzione svolta non solamente a Reggio Emilia, ma anche a livello nazionale.
Il catalogo in PDF della mostra su Carlo Lucci, è disponibile QUI