Comune di Reggio Emilia

2011 - Costa quel che Costa.

Costa quel che Costa
Un appuntamento/reading per il 20° anniversario della morte di Corrado Costa

Tra gli anni '70 e '80, nella provincia emiliana, si nasconde un luogo segreto. Un tesoro nascosto di ricerca poetica, sperimentazione editoriale, esistenza comunitaria. Un centro d'irradazione lontano dalla luce dei riflettori, e proprio per questo tanto più prezioso - in tempi difficili come quelli. Questo luogo segreto è il Mulino di Bazzano: proprietà di Corrado Costa nella quale, all'indomani della dispersione del Gruppo 63, si ritirano Adriano Spatola e Giulia Niccolai. E dove nasce, attorno alle riviste "Tam Tam", "Baobab" e "Cervo volante", un centro editoriale autogestito, esperienza pionieristica di una concezione multimediale, performativa, nel senso migliore spettacolare della scrittura e dell'oggetto-libro. Di questa generazione perduta Corrado Costa rappresenta l'anima ludica, ilare e distruttiva; lunare funambolo della parola, del disegno, della microazione teatrale.
Diviso tra il mestiere dell’avvocato e le attività di scrittore e poeta, Corrado Costa rappresentò, fin dagli esordi dei primi anni Sessanta, uno spazio anomalo nel panorama letterario italiano.
In occasione del ventesimo anniversario dalla scomparsa di Corrado Costa, la Biblioteca Panizzi vuole omaggiare il poeta reggiano con un appuntamento/reading curato da Giuseppe Caliceti dal titolo “Costa quel che Costa” che si terrà venerdì 2 dicembre alle ore 17.30 nella sala del Planisfero. In compagnia del critico Aldo Tagliaferri e della poetessa Giulia Niccolai, il reading vedrà anche la proiezione di alcune performances di Costa, accompagnate da contributi audio.
Nato il 9 agosto 1929 a Mulino di Bazzano, nel magico casale che negli Anni Settanta fu teatro delle gesta dei poeti di “Tam Tam” in quell’avventura letteraria, coordinata da Adriano Spatola e Giulia Niccolai, che è stata definita la “Repubblica dei poeti”, Costa partecipò attivamente.
Del multiforme genio letterario e artistico che è stato Corrado Costa si è detto e scritto molto: spirito ironico e irriverente, per lui si sono usate locuzioni come “saltimbanco dell’anima” e “lunare funambolo della parola” . Era un vero animale da palcoscenico, abilissimo nel declamare i suoi versi e testi in prosa, sorretto da mimica facciale, gestualità e facilità di parola che gli venivano anche dalla professione di penalista, sapeva catturare in modo irresistibile l’attenzione del pubblico di piccoli teatri, librerie, gallerie d’arte o dei salotti che frequentava.

L’ingresso è libero e limitato ai posti disponibili.

Per informazioni
Reception Biblioteca 0522 - 456084