Comune di Reggio Emilia

2009 - Duilio Rossoni dona alla Biblioteca opere realizzate tra il 1949 e il 2007

marzo 2009
                                                                                
L'artista nasce a Roma il 27 maggio del 1931 e sempre nella capitale frequenta l'Istituto d'Arte sotto la guida di Alberto Ziveri e incide la sua prima acquaforte (1948). Nello stesso istituto insegna Luigi Bartolini, sotto la cui supervisione Rossoni inizia a stampare i suoi fogli. Iscrittosi nel 1952 all'Accademia di Belle Arti frequenta il corso di incisione tenuto da Mino Maccari e tramite Alberto Manfredi conosce Arnoldo Ciarrocchi, dando inizio ad un sodalizio artistico e umano che durerà oltre quarant'anni.

Il suo legame con Reggio Emilia è dovuto alla frequentazione della Libreria Antiquaria Prandi che, a partire dai primi anni '60, pubblica sue incisioni ogni anno nel proprio catalogo e con cui realizza, assieme ad altri artisti e amici come Manfredi, Ciarrocchi, Maccari, Ziveri, Manaresi, Mattioli, Diamantini, alcuni libri illustrati con incisioni originali e due cartelle di stampe tra cui le famose 50 incisioni di artisti italiani. Queste opere sono tutte già presenti nel fondo di Libri d'artista della Biblioteca Panizzi e sono importanti non solo come testimonianza di una pregiata editoria locale, ma anche per l'impulso che diedero alla migliore produzione incisoria di quegli anni.

E' proprio in ragione di questo legame di amicizia con i Prandi che Duilio Rossoni, nel febbraio di quest'anno, ha deciso di donare alla Biblioteca Panizzi un significativo corpus di incisioni e disegni da lui realizzato tra il 1949 e il 2007: in particolare si tratta di 37 incisioni tra acqueforti e linoleumgrafie e di 13 disegni realizzati con le tecniche della tempera, della china, della matita e del carboncino. I temi sono quelli cari da sempre alla poetica di Rossoni: paesaggi, figure, fiori, animali, realizzati con uno stile che, dal segno affrettato delle prime prove lontano dai preziosismi della tecnica di maniera, si evolve in un segno più regolare e sapiente, a tratti incrociati o paralleli, di ricordo morandiano e bartoliniano.