Comune di Reggio Emilia

Ballerina d'avanspettacolo

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"Vidi i primi disegni di Manfredi verso il 1949. Era ancora studente di Lettere a Bologna, col Pallucchini, e veniva a Milano per vedere quel che vi si svolgeva, accompagnandosi con un altro giovane pittore reggiano, l'Albertoni... Portavano una cartella sotto il braccio, tenuta ferma da un elastico. Ne uscivano fogli di carta qualunque, su cui avevano tracciato i loro disegni. Quelli di Manfredi avevano già quel filo secco, tracciato quasi da una punta di metallo. Vi apparivano corpi nudi, di una nudità trionfale eppure livida per non so che indigenza... Un giorno mi disse che avrebbe visto volentieri Parigi, ma che non sapeva come andarci. Gli consigliai di fare attenzione alle borse di studio ... Seppi più tardi che aveva vinto e si preparava a partire... Dovette lasciare Parigi prima della scadenza. Ricordo che insistetti perchè restasse. Ma lo vidi a Milano con la sua vecchia cartella di cartone, più magro e allucinato di quando partì. I disegni che ne tirò fuori erano diventati più sciolti. Le figure non apparivano dentro un ambiente: i caffè dei tavoli di marmo, le vetrine col nome a lettere di porcellana, le stanze povere col letto di ferro, i piccoli palcoscenici di periferia, le ballerine in fila con piume gualcite di struzzo nei capelli, le alte cosce nude. Veniva fuori da quei fogli un racconto secco, impietoso come un brano di cronaca, dove si conosceva la miseria di quelle apparizioni teatrali nel lampo impoverito delle sciupate paillettes..."                             
                                                                                                                         Marco Valsecchi (1963)
 
Ballerina d'avanspettacolo.
Acquaforte, 1954.