Comune di Reggio Emilia

venerdì 13 ottobre

ore 17.30 | Sala del Planisfero | Biblioteca Panizzi  
     
Promosso da Thedotcompany    

Sul filo della musica.
Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico


presentazione del libro di
ROBERTO FIESCHI
(stampeditore, 2017)

l’autore dialoga con il giornalista
Piero Meucci, direttore del web journal StampToscana


 
 
Un racconto sospeso tra storia e memoria. Rovescia il pessimismo di Erasmo da Rotterdam che negli anni delle rughe brontolava: «Chi loda la vecchiaia non l’ha vista in faccia». Ogni mattino Roberto Fieschi si guarda allo specchio prima di inforcare la bici, non importa se estate o inverno. Pedala, ricordando. Nostalgie vaganti che una figlia suggerisce di raccogliere nel registratore per rimandare ai nipoti l’avventura del secolo breve nelle abitudini di casa, madre, padre, zie, moglie, figli, incontri, scontri, università, politica, medaglie e l’inquietudine soffiate dal popolo giovane biologicamente impegnato a seppellire il passato negli specchi degli ordini nuovi. Il signore dei ricordi si riascolta con sospetto. È cresciuto nella cultura della carta e sceglie la scrittura per sfumare le ombre nella morale della storia. Quella marcia lunga verso il futuro assieme a compagni di viaggio lontani-vicini. Li ritrova nei giochi d’infanzia, banchi di scuola, tigri della Malesia, figurine, francobolli, violini, canzoni che scaldavano il giovane cuore.
 
 
Fabula postuma.
Duecentodieci variazioni per voce roca e viola d'amore 


di CIRO A. PICCININI
(thedotcompany, 2017)

l’autore dialoga con il critico letterario
Paolo Fabrizio Iacuzzi


 
 
Un dialogo tra l’Io e Dio, tra il Tutto assoluto e il relativo Nulla, tra il Doppio che siamo e l’Oblio che ci attende, in una sceneggiatura fatta di duelli ricchi di citazioni che l’autore - un antieroe cosmico alle prese con sconforti e innamoramenti - ingaggia con se stesso e le sue varie anime o proiezioni. Il volume è un “poema di formazione” in sette capitoli (un climax a colori in 210 componimenti) che ruota intorno all’esperienza dell’esistenza. Un’opera (a suo modo un’epopea) disseminata di incontri onirici, annotazioni ironiche e situazioni di vita reale dagli sviluppi più o meno paradossali.
Un viaggio (ora in terza, ora in prima persona) che mette a fuoco la condizione umana e a nudo il senso tragico e insieme comico di una quotidianità dominata dalla natura e dal tempo (dall’amore, dalla morte) e incistata nella necessità del divenire. Un taccuino in rima di illusioni a perdere e speranze a venire, di arrivi disattesi ma anche di fulminee illuminazioni e piccole rinascite interiori.

Ingresso libero.