Comune di Reggio Emilia

Gianni Celati



Giovanni Celati, detto Gianni, nasce a Sondrio nel 1937.  

Narratore, saggista e traduttore, Celati è una delle voci più rappresentative dei fermenti culturali che hanno attraversato la società italiana dagli anni Settanta ad oggi. Nato da genitori di origine ferrarese, trascorre  l'infanzia e l'adolescenza in diverse città italiane (Trapani, Belluno, Ferrara) al seguito della famiglia. Si forma a Bologna dove compie gli studi liceali per poi laurearsi in letteratura inglese con una tesi su James Joyce. Alla metà degli anni Sessanta intraprende l'attività letteraria scrivendo articoli per riviste e pubblicando le prime traduzioni, tra cui Futilità di William Gerhardie e Favola della botte di Jonathan Swift. 
   © Ghirri - Comune di Reggio Emilia 

Nel 1971 esordisce come narratore da Einaudi con il romanzo Comiche, con una nota di Italo Calvino. Sempre da Einaudi negli anni Settanta pubblica Le avventure di Guizzardi (1972), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978), opera destinata a influenzare profondamente gli autori della generazione successiva, in seguito raccolti nella trilogia Parlamenti buffi (1989). Dopo un periodo d'insegnamento negli Stati Uniti si stabilisce nuovamente in Italia per assumere la cattedra di letteratura angloamericana del DAMS di Bologna, dove attorno al suo insegnamento cresce una nuova generazione di narratori e artisti (Pier Vittorio Tondelli, Claudio Piersanti, Enrico Palandri, Giacomo Campiotti, Gian Ruggero Manzoni, Andrea Pazienza, Roberto “Freak” Antoni e altri ancora). Riprende anche un'intensa attività di critica letteraria e di traduzione, soprattutto d'area anglosassone, traducendo tra l'altro Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain, Bartleby lo scrivano di Herman Melville, La linea d’ombra di Joseph Conrad e Barthes di Roland Barthes.

Nel 1981, su invito di Luigi Ghirri, il percorso di Celati si intreccia con l'esperienza artistica di un gruppo di fotografi impegnati nella ricerca sul nuovo paesaggio italiano post-industriale. Celati instaura un fecondo sodalizio con Ghirri, partecipando al progetto Viaggio in Italia, che trova la sua espressione in un'ampia mostra e nel catalogo edito nel 1984. Dopo anni di viaggi e di studi, nel 1985 Celati torna alla narrativa con i racconti Narratori delle pianure, che segnano il passaggio all'editore Feltrinelli ma anche un forte mutamento stilistico. Dopo la fase comica degli anni Settanta, Celati inaugura una nuova stagione narrativa, legata al mondo dell'oralità, alla vita quotidiana e marginale della bassa padana. Sul finire degli anni Ottanta escono Quattro novelle sulle apparenze (1987) e quindi, dopo un lungo lavoro di riscrittura e rimontaggio, il volume Verso la foce (1989), un “racconto d'osservazione” delle peregrinazioni compiute anni prima nelle campagne della val padana. 
Lasciata l'Università per dedicarsi interamente alla scrittura, nel 1990 Celati si stabilisce a Brighton, in Inghilterra, da cui parte per lunghi viaggi in Italia e in Africa. La produzione dello scrittore prosegue con intensità, misurandosi con esperienze letterarie e artistiche difficilmente collocabili entro i tradizionali canoni di genere; l'opera di Celati infatti spazia dalla scrittura narrativa (tra cui Vite di pascolanti, vincitore del Premio Viareggio del 2006) alla rilettura di “classici” con la trascrizione in prosa di poemi (L'Orlando Innamorato raccontato in prosa del 1994; Le disgrazie di Ulisse. Due canti dell'Odissea raccontati in prosa del 2000); dalla traduzione di un ampio corpus di opere straniere (dalla Certosa di Parma di Stendhal del 1995 all'Ulisse di Joyce del 2013) passando per cronache di viaggio (Avventure in Africa del 1998), racconti etnologici (Fata Morgana del 2005) fino a saggi critici dedicati agli autori più amati (Studi d’affezione per amici e altri, una raccolta di scritti messa a punto nel corso di vent’anni e pubblicata nel 2016). La creatività di Celati si esprime anche nelle vesti d'autore e regista di film-documentario: Strada provinciale delle Anime (1991), Il mondo di Luigi Ghirri (1999), Case sparse. Visioni di case che crollano (2003) e Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal (2010). Nel 2016 il pluridecennale impegno narrativo di Celati trova la sua consacrazione con la pubblicazione, nella collana “I Meridiani” di Mondadori, di un'ampia raccolta di opere narrative curata da Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri, dal titolo: Romanzi, cronache e racconti

Il Fondo di Gianni Celati, dopo essere stato conservato presso casa Benati, grazie anche ai legami instaurati con Luigi Ghirri, è stato donato nel 2012 alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Il nucleo archivistico, comprendente documentazione relativa agli anni Ottanta e Novanta del Novecento, conserva materiali riconducibili agli interessi e all'attività di lavoro svolta in quegli anni dallo scrittore. Si tratta di un rilevante patrimonio documentario costituito prevalentemente da materiali manoscritti, agende, quaderni, taccuini, e, in misura consistente, da dattiloscritti e copie di racconti e saggi pubblicati in riviste. Sono inoltre presenti, seppure in misura limitata, altre tipologie documentarie, tra cui cartoline, carteggi privati e alcuni contratti editoriali. Il Fondo si compone di 12 buste archivistiche che raccolgono complessivamente circa 1.500 carte sciolte e 80 quaderni. Le carte, recentemente riordinate e inventariate con la collaborazione di Nunzia Palmieri e dell’Università degli Studi di Bergamo, offrono un panorama ad ampio spettro della vasta produzione di Celati. Vi si trovano, infatti, oltre a testi  completi e inediti, appunti e scritti più compiutamente elaborati sull’arte della narrazione, con riflessioni sul linguaggio maturate dagli studi condotti su Wittgenstein. Tra la documentazione compaiono pure annotazioni di carattere autobiografico, talora redatte in forma di racconto, in grado di far luce su alcuni passaggi salienti del percorso biografico dello scrittore. La maggior parte dei quaderni conservati nel Fondo contiene materiali preparatori per testi narrativi, pubblicati negli anni Ottanta e Novanta, oltre agli appunti redatti nei viaggi compiuti lungo il Po e all'estero. Spiccano poi gli scritti, riportati sui taccuini di appunti e nei quaderni, preparatori ai film documentari realizzati, riguardanti  anche testimonianze del progetto di un film rimasto incompiuto (Stranieri in Normandia); si conservano inoltre testi inediti di vari progetti di traduzione relativi a testi di poesia, nonché tracce documentarie di racconti abbozzati. Infine, assumono particolare rilievo i numerosi materiali che attestano il rapporto di stima e di amicizia tra Luigi Ghirri e Gianni Celati, tra cui scritti editi e inediti dedicati al fotografo emiliano. 

Oltre alle carte Celati, nella Biblioteca Panizzi è conservato anche il fondo librario Gianni Celati, costituito da oltre 2.300 opere tra volumi, opuscoli e, in numero minore, periodici. Le opere, edite in Italia e all’estero, vanno dalla metà del ‘900 alla fine del secolo. Si tratta soprattutto di pubblicazioni di saggistica letteraria, narrativa e poesia, molte delle quali in lingua straniera, a testimonianza  dell'intensa attività di Celati come traduttore e del suo interesse sia per il panorama culturale internazionale sia, in particolare, per le letterature straniere. 

Il Fondo Gianni Celati, così come la biblioteca personale dello scrittore, è disponibile per la consultazione al pubblico nella Biblioteca Panizzi, previo appuntamento. I documenti ed i libri della biblioteca personale non sono ammessi al prestito. 

Consulta l’inventario del Fondo Gianni Celati, depositato alla Biblioteca Panizzi; sarà pubblicato inoltre a breve l'elenco delle opere del Fondo Librario “Celati” .  
Le opere della Biblioteca Celati sono fin da ora reperibili nel catalogo generale della Biblioteca Panizzi.

Fondo Gianni Celati
Biblioteca Panizzi
Via Farini, 3 - 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522-585280 - Fax 0522-456081
E-mail: alberto.ferraboschi@municipio.re.it