Comune di Reggio Emilia

Hymni ecclesiastici (sec. XIII)


[1201-1300 ca.]. Membr.; 277 x 180 mm, 235 x 160 mm (c. 80-85); c. I + 85 c. + c. II; scritto con inchiostro nero, rosso e azzurro; leg. in pergamena (sec. XX).

Collocazione: Mss. Regg. C 408

Il codice, con ogni probabilità vergato presso e per l’utilizzo nella diocesi di Reggio Emilia, è quasi interamente musicale e contiene prevalentemente inni, ma anche antifone, letture e orazioni di diversi santi, in particolare Crisanto e Daria, Massimo, Prospero. Fregi e iniziali colorati a penna scandiscono l'incipit delle sezioni di cui si compone il codice. La presenza di diverse tipologie di notazione musicale testimonia il lungo periodo di impiego del codice reggiano per la pratica liturgica.
Il nucleo più antico della notazione musicale risale alla prima metà del sec. XIII e presenta notazione neumatica su rigo (evidenziati in giallo il rigo del Do e in rosso quello del Fa), con forti caratteri di transizione verso la successiva notazione quadrata. Questo tipo di scrittura musicale è utilizzato per il tropo di Natale Quem quaeritis. L’importanza del codice, inoltre, è data dalla presenza di un brano polifonico a tre voci, in notazione dell’Ars nova, databile alla prima metà del XIV sec.: Crucifixum in carne.

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