Comune di Reggio Emilia

Cantare la preghiera

Lo splendido volume manoscritto è un salterio che raccoglie i salmi biblici, presentati nell'ordine del loro impiego liturgico nella liturgia delle Ore che scandiva la giornata nella vita di ogni fedele; seguono inoltre gli inni sacri, suddivisi tra il Temporale (cioè quelli cantati durante il corso normale dell'anno liturgico), il Proprio dei Santi (quelli che si eseguivano nelle festività dei singoli santi), e il Comune dei santi (che raggruppano, per così dire, "categorie" di santi: i martiri, i confessori, le vergini, e così via).

Il codice, scritto e miniato su pergamena, venne realizzato per la chiesa Cattedrale di Reggio Emilia: lo garantisce lo stemma del frontespizio decorato, che si ritrova in altri volumi di sicura provenienza dal Duomo reggiano, e la presenza dei Propri dei santi locali Prospero, Grisanto e Daria; inoltre, nell'iniziale miniata che mostra un coro, non sono raffigurati dei frati, ma - appunto - dei chierici vestiti di bianco.

La datazione va collocata nei primi decenni del XVI secolo; l'artista segue la tradizione della decorazione libraria tra Reggio Emilia e Bologna, con evidenti derivazioni da Martino da Modena e soprattutto dalla bottega di Giovanni Battista Cavalletto, il più importante miniatore dell'area bolognese dagli anni Ottanta del '400 fino a tutto il primo quarto del Cinquecento.

Grazie alla Fondazione "Giulia Maramotti", che è riuscita ad acquisire il prezioso codice, facendone dono alla Biblioteca Panizzi, ritorna a Reggio Emilia una straordinaria testimonianza della nostra storia artistica e religiosa.